Benessere intestinale e comportamento del cavallo: qual è il collegamento?
Il microbioma intestinale del cavallo è oggi considerato un vero e proprio “secondo cervello”. L’insieme di batteri, protozoi e altri microrganismi che popolano cieco e colon non si occupa solo di digerire la fibra, ma partecipa attivamente alla regolazione del metabolismo, dell’immunità e delle risposte comportamentali.
Essendo un erbivoro monogastrico con fermentazione nel grosso intestino, il cavallo ricava gran parte della sua energia dagli acidi grassi a catena corta prodotti dalla fermentazione delle fibre. Tra questi, il butirrato svolge un ruolo centrale: rappresenta la principale fonte energetica per gli enterociti, sostiene l’integrità della barriera intestinale e contribuisce al controllo dell’infiammazione locale. Quando la fermentazione è stabile e la mucosa è funzionale, l’equilibrio fisiologico generale ne trae beneficio.
Il legame tra intestino e comportamento è mediato dall’asse intestino-cervello, un sistema di comunicazione bidirezionale che coinvolge sistema nervoso enterico, nervo vago, mediatori immunitari e metaboliti prodotti dal microbiota. Un ecosistema intestinale equilibrato favorisce una risposta allo stress più modulata, una migliore capacità di adattamento e maggiore concentrazione nel lavoro. Al contrario, condizioni di disbiosi possono alterare la permeabilità intestinale, favorire uno stato infiammatorio subclinico e influenzare negativamente reattività e stabilità emotiva.
In campo pratico, non è raro osservare che cavalli con disturbi digestivi ricorrenti presentino anche irritabilità, iperreattività o difficoltà di gestione. Il comportamento è certamente multifattoriale, ma la componente intestinale rappresenta una variabile fisiologica spesso sottovalutata.
La dieta è lo strumento principale di modulazione del microbioma. Foraggi di qualità, distribuiti in modo da limitare i periodi di digiuno, sostengono una fermentazione regolare e una popolazione microbica diversificata. Eccessi di amidi crudi, cambiamenti alimentari bruschi, stress da trasporto o competizioni possono invece destabilizzare l’ecosistema intestinale e alterare il pH del colon.
Poiché il microbioma è estremamente sensibile e richiede tempo per riadattarsi dopo uno squilibrio, la prevenzione è fondamentale. Continuità nella razione e scelta di mangimi estremamente digeribili (come gli estrusi) , gradualità nelle variazioni, movimento quotidiano e gestione attenta dello stress rappresentano la strategia più efficace per sostenere la salute intestinale e promuovere un cavallo più stabile, collaborativo e resiliente.
